
Sergio Ruggiero - "Tre croci a Petramala" |
Nimčo, un monaco basiliano di Tessalonica, nel 730 abbandona la Grecia a causa dell'iconoclastia,
sbarcando a Nepetia (Amantea CS): si trasferisce a Petramala (Cleto
CS) dove, dopo un inizio burrascoso, conquista la fiducia della gente e fonda
un monastero basiliano. Settecento anni dopo, la sua opera di bene č attiva
pił che mai: priore del convento č il francescano Giovanni da Petramala, un taumaturgo
che vive ed opera nel ricordo di Nimčo: la certezza. Nella Linguadoca del XIII secolo, la furia del demonio si abbatte sul villaggio di Potiers. Etienne di Malzac, un cątaro, viene suppliziato e bruciato vivo insieme agli abitanti del villaggio, non prima di avere scritto il suo testamento spirituale, una lettera molto speciale. Trecento anni dopo, un omonimo discendente, suggestionato da quei fatti e dalla lettera, ne raccoglie l'ereditą e studia alla Sorbona al fine di dar risposte alle angosce del cątaro, oramai fatte proprie. Per questo, ispirandosi a Gioacchino da Fiore, intraprende uno straordinario viaggio in Terra santa, approdando infine a Petramala: il tormento. Il nobile amanteano Scipione Cavallo combatte e pił volte si distingue contro gli ottomani a difesa dell'occidente cristiano. Per questo č condannato da un'organizzazione terroristica islamica fondata dall'apostata Occialģ. Ispirato ai cavalieri e crociati medievali, nel 1577 diviene barone di Petramala: il furore. Il romanzo narra dei tre percorsi di fede, nel segno della certezza, del tormento e del furore, che a Petramala si incrociano tragicamente per un mero gioco del destino. |

Sergio Ruggiero č nato ad Amantea nel 1962, dove vive e svolge la professione di
architetto. E' sposato e ha due figli. E' alla prima esperienza di scrittore. Ha un breve trascorso di fumettista su pubblicazioni locali. |

Il romanzo č in vendita nei negozi di Amantea e Cleto. |